Si torna in aula dopo la pausa estiva per una nuova udienza interlocutoria in cui è stato ascoltato il consulente nominato dal comune di Brindisi Franco Magno. Il geologo ha evidenziato la “contaminazione” del Parco delle Saline di Punta della Contessa. L’inquinamento riscontrato da Arpa, aggiunge il geologo, con
il superamento dei parametri previsti dalle normative, non può essere
ricondotto all’eccessivo uso di camini, ma può essere correlato
all’emissione di fumi dalla centrale Enel di Brindisi.
venerdì 19 settembre 2014
mercoledì 16 luglio 2014
UDIENZA DEL 16.07.14
Si è svolta stamattina una nuova udienza del processo Enel per la dispersione delle polveri di carbone dal carbonile e dal nastro trasportatore della centrale di Cerano. Continua il controesame del tossicologo Minoia con la difesa che porta avanti la sua strategia per demolire la perizia del tecnico. Gli avvocati di Enel cercano di dimostrare che i campionamenti non sono
stati eseguiti in modo tale da escludere altre forme
di contaminazione oltre a quelle derivanti dall'uso di carbone nella
centrale. E lo fanno in maniera anche abbastanza aggressiva tanto che il Pm De Nozza ad un certo punto richiama alla moderazione un avvocato che con insistenza continuava a porre una domanda alla quale il teste aveva già risposto 5 volte. Un controesame che comunque fornisce elementi favorevoli alla difesa e che mostra, purtroppo, i molti punti deboli delle indagini. Il giudice monocratico Francesco Cacucci comunque ha ritenuto corretti i campionamenti effettuati rigettando l'eccezione di inutilizzabilita' formulata dalla difesa.
Nel corso dell'udienza sono state sentite anche tre parti civili. La prossima udienza è fissata per il 17 settembre.
giovedì 19 giugno 2014
UDIENZA DEL 18.06.14
Si è svolta ieri una nuova udienza del processo a carico di Enel con il controinterrogatorio del prof.
Minoia. Tra i fatti salienti, le domande
dell’Avv. Faggiano legale di parte del Comune che chiede al perito approfondimenti
sul “particolato” presente in maniera anomala rispetto alle aree urbane e
al nichel presente in valori di molto superiori alla norma e la
sua nocività per la salute umana . Il perito pur riconoscendo valori
rilevanti anche rispetto alle medie europee, non è in grado di dare delle
certezze sui danni alla salute, in quanto è stata tra l’altro trascurata
l’indagine della insiemistica degli elementi nocivi. Si torna sui danni alla
salute con l'Avv. Palmisano (Medicina
Democratica) che vorrebbe approfondire gli effetti sulla salute a causa della
esposizione professionale dei lavoratori alla polvere di carbone, ma le domande
non vengono ammesse in quanto si sfora il capo di imputazione del processo, che
ricordiamo è "imbrattamento",
anche se erano tese ad approfondire alcune dichiarazioni della
precedente udienza che facevano riferimento a danni alla salute.
Il controinterrogatorio del perito Prof. Minoia, viene aggiornato alla
successiva udienza a causa di altri carteggi presentati e dei quali il Giudice dovrà prendere
visione. E' il turno quindi del teste Faggiano, agronomo, il quale riferisce
che nel corso degli anni, nei suoi studi, ha notato varie anomalie a carico di
vite e altri ortaggi, riconducibili, a suo avviso ad inquinamento ambientale,
necrosi fogliare, ingiallimento, clorosi, fenomeni che si affievolivano man
mano che ci si allontanava dal nastro trasportatore. Anche in questo caso, ci
sono altre perizie da depositare e visionare, quindi anche il teste Faggiano,
sarà riascoltato alla prossima udienza. La testimonianza del Dottor. Portaluri
è stata direttamente spostata al 30 giugno e si passa quindi ad ascoltare
l'ultimo teste il Dott. Epifani, Dirigente del Servizio ambiente ed ecologia
della Provincia di Brindisi, il quale riferisce che furono commissionate dalla
Provincia indagini non specifiche sulla
dispersione delle polveri di carbone, ma più generiche di impatto ambientale . Furono per la precisione commissionate due
indagini di carattere ambientale una ad Arpa e Cnr del Salento e l’altra all’Enea. Molto interessanti le conclusioni delle
rilevazioni e delle caratterizzazioni prodotte nel 2007 e pubblicate nel 2010, ma dopo forte
opposizione dei legali Enel, non è possibile tenerne conto in quanto non è
stata acquisita articolata documentazione, quindi si rimanda anche questo. La giornata di oggi, a parte il solito
attacco degli Avvocati Enel volto a distruggere la precedente testimonianza del
perito Minoia, si potrebbe riassumere con tre parole “documentazione non
acquisita”. Tutto rimandato al 30 Giugno.
Leggi anche l'articolo di Roberta Grassi su BrindisiReport.it
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lunedì 28 aprile 2014
UDIENZA DEL 28.04.14: A CONTRADA CERANO LIVELLI DI PARTICOLATO PARI A 8 VOLTE IL LIMITE DI UNA GRANDE CITTA'.
Nell'udienza odierna del processo Enel, il pm De Nozza ha consegnato un fascicolo contenente la consulenza del tossicologo Claudio Minoia, il quale, nel corso dell'udienza, ha anche deposto in qualità di esperto-testimone.Questo documento contiene uno studio, iniziato nel 2009 e condotto per verificare se nei pressi della centrale Federico II ci siano stati fenomeni di dispersione di polveri di carbone, e si è sviluppato attraverso un campionamento sia esterno che interno gli edifici nei pressi della centrale. I dati raccolti poi sono stati parametrati con dati registrati in aree urbane.
I risultati sono allarmanti. Nell' aria sono state registrate , sia all' esterno che all' interno delle case, concentrazioni altissime di particolato fine e metalli pesanti rispetto ai limiti di legge europei. Per il Nichel, ad esempio, che ha come limite 6 nanogrammi per metro cubo, sono stati registrati valori fino a 200 nanogrammi per metro cubo.
A contrada Cerano la concentrazione di inquinanti nell'aria supera di sette otto volte i livelli limite di una grande città!
Nella sua deposizione il tossicologo Minoia ha spiegato come dalla combustione del carbone vengano fuori tutta una serie di particelle fini e ultrafini, e metalli pesanti come mercurio, arsenico, nichel, antimonio e ha citato lo studio in cui è dimostrato che le particelle fini hanno effetti immediati sulla salute causando problemi respiratori e patologie cardiovascolari.
"La cosa che mi ha particolarmente sorpreso – ha dichiarato Minoia – è stata l’assoluta carenza di dati sugli inquinanti. La Provincia di Savona (dove si trova la centrale di Vado Ligure, ndr) ha commissionato a due o tre laboratori queste misure per capire se erano al di sopra o al di sotto dei valori obiettivi. Anche a Brindisi mi aspettavo elaborati che mi permettessero di stabilire se i livelli presenti potevano essere correlati dal punto di vista epidemiologico con determinate patologie”.
Dopo Minoia è stato ascoltato l’ingegnere Antonio Di Molfetta, del Politecnico di Torino, che ha eseguito la perizia sulle caratterizzazioni dei terreni agricoli vicini alla centrale. Anche in questi terreni è stata rilevata la presenza di metalli che riconducono al deposito sui terreni di polvere di carbone.
Prossima udienza il 18 giugno.
A contrada Cerano la concentrazione di inquinanti nell'aria supera di sette otto volte i livelli limite di una grande città!
Nella sua deposizione il tossicologo Minoia ha spiegato come dalla combustione del carbone vengano fuori tutta una serie di particelle fini e ultrafini, e metalli pesanti come mercurio, arsenico, nichel, antimonio e ha citato lo studio in cui è dimostrato che le particelle fini hanno effetti immediati sulla salute causando problemi respiratori e patologie cardiovascolari.
"La cosa che mi ha particolarmente sorpreso – ha dichiarato Minoia – è stata l’assoluta carenza di dati sugli inquinanti. La Provincia di Savona (dove si trova la centrale di Vado Ligure, ndr) ha commissionato a due o tre laboratori queste misure per capire se erano al di sopra o al di sotto dei valori obiettivi. Anche a Brindisi mi aspettavo elaborati che mi permettessero di stabilire se i livelli presenti potevano essere correlati dal punto di vista epidemiologico con determinate patologie”.
Dopo Minoia è stato ascoltato l’ingegnere Antonio Di Molfetta, del Politecnico di Torino, che ha eseguito la perizia sulle caratterizzazioni dei terreni agricoli vicini alla centrale. Anche in questi terreni è stata rilevata la presenza di metalli che riconducono al deposito sui terreni di polvere di carbone.
Prossima udienza il 18 giugno.
(FONTE : BrindisiReport.it)
lunedì 31 marzo 2014
PORTO TOLLE: IN CARCERE TATO' E SCARONI, COLPEVOLI DI DISASTRO AMBIENTALE E OMESSE CAUTELE.
La Corte riconosce gli ex amministratori colpevoli di disastro ambientale doloso ed omesse cautele. Scaroni e Tatò interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. L'ad di Eni si dichiara estraneo e annuncia ricorso. Assolto l’attuale ad di Enel, Fulvio Conti. Esultano le associazioni: "finalmente, chi inquina paga".
“La condanna dei vertici di Enel – dichiara il direttore generale di Greenpeace Giuseppe Onufrio – relativa al periodo in cui ci sono state le emissioni di inquinanti maggiori e, sopratutto, la definizione del danno ambientale causato dalle emissioni in eccesso rispetto alla normativa, sono un riconoscimento importante da parte del magistrato”
tratto da il fatto quotidiano
martedì 11 marzo 2014
UDIENZA DEL 10.03.14: L'ARROGANZA DEGLI AVVOCATI ENEL CONTRO L'ISPETTORE DELLA DIGOS CUCURACHI.
"Una giornata in aula per assistere ad una scena sintetizzabile in poche righe. Il gigante che crede di poter sopraffare il funzionario di polizia, attraverso l'atteggiamento supponente dei suoi legali."
Loro vogliono far credere che quella
polvere nera che arriva su terreni, vigneti, ortaggi, frutti, non è
polvere di carbone ma la cenere prodotta dalle stoppie bruciate dai
contadini. (Pensate questi contadini ogni giorno lì a bruciare
stoppie e proprio lì, solo lì, attorno alla centrale avviene questo
diffuso fenomeno di imbrattamento da ceneri di stoppie). Loro
vogliono far credere che addirittura la stampa (certa stampa quella che
osa descrivere i fatti) sia asservita e prenda le parti dei contadini
danneggiati. Abbiamo solo un modo per smorzare questo atteggiamento di
supponenza di questi avvocati e del colosso che difendono, far capire
come cittadini DA CHE PARTE STIAMO. Che stiamo con l'ispettore di
polizia che ha indagato e che continua ad offrire la sua puntuale
testimonianza, che stiamo coi contadini la cui vita e la cui attività è
stata stravolta dall'arrivo di quella centrale. Si perché i
contadini, i loro terreni, i loro pozzi, le loro colture erano già lì
(come il quartiere Tamburi era lì prima dell'ILVA). Lì c'era il loro
lavoro duro ma produttivo, lì c'erano già le loro case in cui arrivava
l'acqua dei loro pozzi oggi prosciugati. E lì c'era una parte del
nostro territorio che ci è stato sottratto. A TUTTI NOI, non solo ai
contadini. C'era una spiaggia meravigliosa che è ancora nei ricordi di
tanti , c'era un'aria che profumava di quel mare cristallino e del bosco
accanto e potevamo respirarla a pieni polmoni. C'erano quei prodotti
della terra che noi consumatori brindisini potevamo mangiare
tranquillamente. Tutto questo ci è stato tolto, adesso abbiamo una
"dubbia" coltre nera che copre i terreni, un'immissione nell'aria di
inquinanti "a norma di legge" che respiriamo, un pezzo della nostra
costa, del nostro mare, del nostro porto, della nostra economia
ASSERVITA al carbone. In aula il PM De Nozza ha battuto i pugni per
chiedere agli avvocati Enel RISPETTO per il testimone, per l'ispettore di
polizia. Ci uniamo a questa richiesta, per lui, per i contadini, per
la stampa "asservita" e per tutti noi.
Chiediamo RISPETTO VERITA' E
GIUSTIZIA, perchè SIAMO TUTTI PARTE OFFESA.
lunedì 24 febbraio 2014
UDIENZA DEL 24.02.14: OLTRE LE POLVERI I LINFOMI E LE MALATTIE RESPIRATORIE.
Altra udienza, altre testimonianze.
Si inizia, così, procedendo all’esame dei restanti
previsti. Subito con un agricoltore che con
voce a tratti rotta dall’emozione, ripete cose ormai ascoltate da ogni
teste, ma la denuncia delle coltivazioni “insudiciate” dalle polveri di carbone
e portate a distruzione perché invendibili stavolta è a nome del padre, ormai
deceduto per tumore al polmone, e della madre, anche lei stessa sorte. Finisce
la deposizione e ne segue un’altra e poi un’altra ancora e più che assistere a testimonianze su un processo
per “imbrattamento”, sembra un bollettino di guerra: padri, madri, sorelle,
fratelli, tutti deceduti per tumori o linfomi, o con malattie autoimmuni, o con
disturbi tiroidei o problemi respiratori.
Gli Avvocati dell’Enel chiedono se sono state fatte delle
perizie che stabiliscono le cause dei decessi. Purtroppo no! Chiedono se per
caso erano fumatori…insomma la solita solfa trita e ritrita.
Arriva il turno del Dott. Michele Trotti, agronomo e consulente
dell’Enel dal 2000 fino al 2008.
A lui veniva chiesto di verificare, in seguito a
lamentele dei contadini e di Coldiretti, la presenza della polvere nerastra
sulle colture adiacenti al nastro trasportatore, alle Torri di snodo e al
carbonile (scoperto).
Venivano così prelevate foglie, strofinate con cartoncino
per elaborarne il livello di danno al raccolto per l’eventuale risarcimento,
inquadrabile in una scala da 1 a 5.
Non gli è mai stato chiesto di approfondire di che natura
fosse l’insudiciamento, né ha mai ricevuto comunicazione negli 8 anni di
collaborazione di risultati di analisi fatte da Enel, ma per quella che è la
sua esperienza e professionalità ed escludendo tutti gli altri possibili
fattori (prodotti anticrittogamici, fumaggine, terriccio..etc), ritiene essere
polvere di carbone, malgrado gli Avvocati della difesa con domande confuse e incalzanti, abbiano
cercato di far ammettere al Trotti che le perizie da lui fatte in realtà non
“provavano” che si trattava con certezza di polveri di carbone. Poteva essere
il fungo (fumaggine) o i roghi accesi dai contadini.
Lo stesso Dott. Trotti dichiara, senza mezzi termini, di
aver fatto presento ad Enel (sia nelle sue perizie che in maniera informale)
che l’incarico ricevuto meritava di essere approfondito ed ampliato attraverso
l’utilizzo di strumenti specifici che andassero oltre “l’analisi visiva” delle coltivazioni.
Il semplice fatto che, a tratti, le coltivazioni non
presentassero polvere nerastra non poteva escludere che i prodotti della terra
e la terra stessa fossero esenti da contaminazioni chimiche.
Infine nel 2005 gli viene commissionato un Progetto di
ambientalizzazione intorno alle Torri e alla collinetta del carbonile, un bel
progetto che l’agronomo sviluppa, tenendo presente la vicinanza al mare,
l’esposizione ai venti, la vicinanza alla riserva Saline Punta della Contessa e
al Bosco di Cerano, con piantumazione di vegetazione autoctona e con piante
Pioniere (le piante pionere sono piante che attecchiscono in terreni con
pessima fertilità), ma che ha come unica finalità la “mitigazione dell’impatto
visivo e paesaggistico”. Insomma è sempre la solita storia, i cittadini si
preoccupano di vita, di morte, di lavoro, ma l’Enel si preoccupa solo
dell’ ”Immagine”.
domenica 23 febbraio 2014
LA PROVINCIA DI LECCE DIFFIDA ENEL
Una diffida nei confronti di
Ilva, Enel e Regione Puglia poiché i fumi tossici prodotti da Taranto e
Cerano vanno a finire nei polmoni dei salentini, soprattutto di quelli
che vivono nel Nord Salento.Gli atti sono stati depositati oggi dalla penalista Francesca Conte che, per conto della Provincia di Lecce, chiede l'inervento urgente del Ministero e se la prende con la Regione Puglia per non aver vigilato tempestivamente sulla qualità dell'aria e dell'acqua del Salento, nonostante l'allarme salute lanciato dal territorio.
La relazione, che segue la delibera votata all’unanimità dall'ente lo scorso giugno, e che era sbarcata un mese fa in commissione ambiente, conferma tutti i timori di anni e anni di denunce da parte di medici e associazioni, compresi quelli del Registro Tumori, fermi però al 2010.
venerdì 14 febbraio 2014
L'ENNESIMO REATO: SCOPERTA UN' ALTRA DISCARICA DI CENERI ENEL
MANDURIA – Ceneri e scarti di lavorazione del ciclo di cemento, tombati in novemila metri quadri di terreno ad uliveto nelle campagne di Manduria (Taranto) prodotti dalla Centrale Enel Federico II di Cerano e da altre aziende del Brindisino e del Tarantino. È questa la nuova scoperta fatta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce e dai colleghi del Nucleo investigativo del reparto operativo di Taranto, nell’ambito di un’indagine avviata dalla procura della Repubblica di Brindisilunedì 10 febbraio 2014
ACCOLTA DAL GIUDICE LA NOSTRA RICHIESTA DI ESSERE RIAMMESSI AL PROCESSO.
10 Febbraio 2014 ore10
Rimettiamo piede per l’ennesima volta, da ormai più di un
anno, nell’Aula Metrangolo del Tribunale di Brindisi. Arriviamo, soliti saluti
ormai affettuosi con gli agricoltori che puntualmente incontriamo, e poi... suona
la campanella e ci si alza in piedi per ossequiare l’ingresso del Giudice Monocratico ed inizia
l’udienza del Processo a carico dell’Enel e dei suoi massimi dirigenti. Ormai
si conosce bene chi sono le Parti Civili, e chi sono gli imputati, ed oggi è un giorno particolare per noi, oggi chiederemo di essere rimessi in
termini per poterci costituire Parte Civile.domenica 9 febbraio 2014
SAVONA: PER I PERITI DELLA PROCURA LE EMISSIONI SONO MORTALI
Savona - Sarebbe compreso in una forbice tra 470 e 490 l’aumento dei casi di mortalità in seguito alle emissioni di Tirreno Power.
Ma non solo. Nelle zone a maggior ricaduta degli effetti nocivi della
centrale, ci sarebbe stato un aumento dei ricoveri sia nelle persone
adulte sia in quelle in giovane età, che si aggira sul migliaio di casi.
È una delle conclusioni a cui sono arrivati i periti nominati dalla procura nella consulenza depositata nei mesi scorsi e che prende a riferimento il periodo tra il 2000 e il 2007.
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lunedì 13 gennaio 2014
PROCESSO ENEL PORTO TOLLE: IL DANNO ECONOMICO DA RISARCIRE E' 3,6 MILIARDI.
di Thomas Mackinson ilfattoquotidiano.it
Una perizia dell'Ispra depositata nel processo "Enel bis" a Rovigo per la prima volta calcola i costi della
mortalità e dei danni ambientali per le emissioni in eccesso prodotte dall'impianto termoelettrico a olio. La quantificazione del danno potrebbe costituire un precedente anche rispetto ad altri casi, da Vado Ligure a Brindisi. "Chi inquina paga", esultano gli ambientalisti, ma per i legali della società si tratta di una stima "abnorme".
Rovigo e Adria distano nemmeno 30 km, la popolazione anziana è ugualmente distribuita. La seconda però è l’azienda sanitaria di riferimento per la popolazione del Polesine su cui insiste l'impianto. E infatti, come dimostrano le indagini epidemiologiche e i dati dell'Ussl, ci si ammala e si muore di più. A partire dai bambini.
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mercoledì 18 dicembre 2013
ESTESO IL CAPO DI IMPUTAZIONE FINO A NOVEMBRE 2013
Riparte il processo Enel con una nuova udienza e ripartono gli interrogatori agli agricoltori e agli imprenditori di Cerano. Chiamato a deporre il primo teste
Sig. Mitrotta, insegnante, agronomo, imprenditore agricolo e Presidente di una cantina sociale vinicola ed ex produttore di una
ottima uva Malvasia. Di sua proprietà erano gli antichi vitigni a tendone che sono stati espiantati
definitivamente dopo l'ordinanza del Sindaco del 2007.
In un altro interrogatorio una moglie di un imprenditore agricolo racconta degli interni della sua abitazione ricoperti da polvere nera e della vita quotidiana costretti a tenere quasi sempre le finestre chiuse evitando di camminare scalzi. I contadini raccontano di come la provenienza dei loro prodotti sia diventata un marchio infame e della loro conseguente uscita dal mercato. Raccontano di una economia di un territorio completamente distrutta.
La difesa Enel e il suo avvocato Michele Laforgia portano invece avanti la tesi che quella polvere non è carbone, o meglio, non è dimostrato che lo sia.
Intanto il pm della
procura di Brindisi, Giuseppe De Nozza, ha modificato il capo di imputazione estendendo le condotte contestate fino al
novembre del 2013. E quindi non più in merito ai fatti relativi agli anni 2009 e 2010 ma fino a quest'anno, essendoci denunce fatte dai contadini fino al 2011. Tale estensione potrebbe forse ritardare il rischio di prescrizione del reato.
lunedì 9 dicembre 2013
IL SILENZIO INTORNO ALLA CENTRALE
“Mio padre coltivava carciofi e con un campo di 7 ettari ha mandato
avanti una famiglia di 11 persone. Poi è arrivata la centrale, il
carbone. La nostra vita è cambiata per sempre. I miei fratelli sono
andati via e io sono rimasta qui, ad accudire mio padre che si è
ammalato di bronchite asmatica”.
Solo camminando nelle campagne di contrada Cerano si comprende l’amarezza di questa gente.
Ma chi decise di costruire una delle più grandi e inquinanti centrali a
carbone d’Europa in un paradiso di agricoltura e mare? E’ una storia
tutta italiana quella della centrale Federico II. La storia di una battaglia ambientalista perduta,
nella quale si intrecciano (ancora oggi) i giochi di potere della
grande industria, le convenienze della politica locale e le proteste
inascoltate di cittadini. Proteste cominciate da molto prima che la
centrale fosse costruita.
lunedì 2 dicembre 2013
IL CARBONE NELLA FILIERA ALIMENTARE.
![]() |
| carciofeti a Cerano |
L'interrogatorio prosegue e l'agricoltore dichiara che lui e tutta la sua famiglia soffrono di asma bronchiale e allergie. Gli avvocati Enel rivolgendosi al teste chiedono se in casa possedesse un camino per il riscaldamento domestico, e se le polveri di cui parla non fossero invece prodotte da quello! Domanda poco pertinente in quanto il fenomeno delle polveri nell'aria è notevolmente più evidente nella stagione estiva.
Si susseguono le deposizioni degli altri agricoltori e il quadro che emerge diventa sempre più inquietante.
Parla un imprenditore proprietario di grandi appezzamenti di terreno coltivati a carciofi, meloni gialli e ortaggi di stagione, alternandoli, perchè così si fa in agricoltura. Oggi le sue terre non valgono niente e le coltiva solo in inverno, perchè dice: -negli ortaggi invernali si nota meno la polvere-. Nel 2003 racconta di essersi recato in centrale e di aver parlato con un dirigente perchè il suo raccolto era invendibile. Racconta di aver ricevuto come risarcimento la somma di 4000 euro alla quale è seguita nel 2007 una seconda transazione di 45000 euro. Queste transazioni effettuate attraverso assegni circolari prevedevano la distruzione del raccolto e la non divulgazione dei documenti.
Un altro agricoltore dichiara: -Quando ci siamo accorti di quello che stava accadendo alla nostra terra e alla nostra vita ci siamo uniti e abbiamo formato un Comitato per chiedere un risarcimento danni all'Enel, ma quando in seguito ho visto come stavano andando le cose con le proposte inaccettabili dell'Enel, ne sono uscito-.
Dalle deposizioni di questa prima trance degli agricoltori viene fuori una verità sconcertante che tutti noi, cittadini di questo territorio, da tempo temevamo e che oggi è stata confermata: sulle nostre tavole da anni ci sono prodotti inquinati, immessi sul mercato in maniera illecita, abbattendone i prezzi e utilizzando spesso intermediari.
La prossima udienza sarà il 18 dicembre con le deposizioni di altri 10 agricoltori.
lunedì 18 novembre 2013
PROCESSO ENEL: LA DEPOSIZIONE DELL' ING. LEONARDO ARRIGHI, GIA' INDAGATO A PORTO TOLLE.
In
concomitanza con la nuova udienza del
processo ENEL il movimento NO AL CARBONE di
Brindisi, ha voluto, attraverso un manifesto 6x3, portare all’attenzione generale
una delle immagini simbolo del processo.
Questa foto rappresenta, a nostro avviso, una delle gravissime conseguenze del modo scellerato e
criminale utilizzato in questi decenni per produrre energia elettrica
sul nostro territorio: la contaminazione del suolo e la presenza di
veleni nella catena alimentare. La frase
scelta: IL CARBONE SULLE NOSTRE TAVOLE , non é una provocazione ma una
mera considerazione del disastro ambientale perpetrato per decenni sulla
nostra pelle.
LA CRONACA DELL'UDIENZA DI OGGI
L'udienza
inizia con la deposizione dell’ Ingegnere Leonardo Arrighi Responsabile
sviluppo impianti ed assistenza tecnica
di Enel già indagato per la centrale Enel di Porto Tolle. Nell'estate del 2007 gli viene affidato l' incarico di
progettare una copertura per il carbonile di Brindisi: capienza del carbonile
progettato 350 mila tonnellate suddiviso in due cupole da circa 170mila tonnellate. Appare subito evidente che il
caso Brindisi rispetto al precedente caso del carbonile coperto realizzato a
Civitavecchia era decisamente più complesso per due motivi principali, il primo
era che la centrale di Civitavecchia doveva essere costruita ex novo mentre
quella di Brindisi invece era già in esercizio, la seconda è che la centrale di Brindisi era più grande del 25%. Dopo
ben quattro progetti nel 2009 finalmente si arriva al progetto conclusivo che
fu mandato nel maggio al Ministero dell'Ambiente che avrebbe dovuto verificare
se era necessaria la valutazione di impatto ambientale (VIA). Dal Ministero fu
stabilito che non era necessaria e quindi si partì con i lavori con la posa
della prima pietra in data 6 luglio 2012. La costruzione della copertura dei
due carbonili a cupola in legno lamellare secondo il programma previsto
dovrebbe essere realizzata in 39 mesi nello specifico il primo carbonile
dovrebbe essere pronto nel gennaio 2015 e il secondo nell'aprile 2015.
Terminata la deposizione dell’Ing. Arrighi, si passa alla seconda giornata di
deposizione dell’Ispettore della Digos Alessandro Cucurachi che entra nel vivo della documentazione sequestrata durante la perquisizione dell’ufficio romano di
Calogero Sanfilippo (responsabile della produzione termoelettrica Enel)
riportante la corrispondenza tra Sanfilippo e la catena di comando di Enel,
attraverso i vari rappresentanti susseguitesi negli anni. Sono 33 gli atti
acquisiti, tenuti meticolosamente in archivi, dai quali si evince chiaramente
la perfetta consapevolezza della criticità della situazione della dispersione
di polveri di carbone, sia dal carbonile, che dal nastro trasportatore, e del
tentativo da parte di Enel di risarcire le parti danneggiate (gli agricoltori
che iniziavano a lamentarsi) chiedendo in cambio silenzio. Il tutto mentre nel
2007 durante una Conferenza di servizio al Ministero dell’Ambiente, Sandro
Valery (altro imputato nel processo in corso) negava la dispersione delle
polveri.
A questo
punto il P.M. De Nozza consegna al
Giudice un hard disk contenente tutte le riprese video e copia di tutti i
supporti informatici comprensivi degli atti acquisiti dal pc del Sanfilippo.
Gli avvocati Enel ne chiedono copia prima di procedere al contro esame dell'ispettore
Cucurachi che avverrà quindi nella udienza del 20 Gennaio p.v. Di rilevanza le
domande poste dall’Avv. Faggiano del Comune che chiede
all’Ispettore Cucurachi dove veniva smaltita l’ acqua reflua di pulizia delle
torri, ma la risposta non viene fornita perche' domanda troppo generica, o anche
se gli agricoltori vicini al nastro potevano produrre dei certificati HACCP
sulla salubrita' dei loro prodotti. La
risposta e' negativa, così come si chiede se è stato richiesto l’intervento
dell’ Arpa, ed in effetti nel 2000, nel 2007 e nel 2008 sono stati richiesti
interventi per le dispersioni presso le Torri di snodo T6 e T7, ma dalle
risposte dell’Ispettore si evince anche che c’erano stati furti dei pannelli di
copertura del nastro, pannelli che non sono stati sempre e prontamente sostituiti,
come invece le procedure di manutenzione prevedono.
Terminate le domande,
l’udienza si conclude e viene aggiornata al 2 e al 18 dicembre con la presenza di alcune delle parti civili.
Il 20 gennaio ci sarà il controesame dell'ispettore Cucurachi.
lunedì 11 novembre 2013
STUDIO SOMO VALIDO MA CHE SI BASA SU IMPATTO MINIMO
Greenpeace
nel giorno del processo Enel lancia un allarme: “Le morti causate della
centrale di Polesine Camerini sono sottostimate”. Lo dichiara Giuseppe
Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia con
l’avvallo tecnico di Roberto Bertollini, rappresentante
dell'Organizzazione mondiale della sanità presso l'Unione Europea
Rovigo - Si è svolto lunedì 11 novembre il processo che vede Enel imputata per le emissioni della centrale a olio combustibile di Porte Tolle, emissioni sempre in deroga ambientale.
In merito alle critiche mosse al rapporto effettuato dall'Istituto olandese indipendente Somo,
Greenpeace risponde: “Il rapporto non fa che applicare al parco
termoelettrico di Enel, con particolare riferimento al carbone, la
metodologia dell'Agenzia Europea Ambiente con l'obiettivo di valutare
l'ordine di grandezza della mortalità associata alle emissioni
inquinanti. Si tratta certo di una metodologia semplificata, che dunque è
soggetta a incertezze e a tutti gli effetti fornisce una evidente
sottostima delle morti in eccesso dovute alle emissioni degli impianti”
afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.
Greenpeace ha chiesto al dottor Roberto Bertollini, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità presso l'Unione Europea,
un giudizio sulla metodologia e, nel confermare che si tratta di una
valutazione dell'ordine di grandezza degli impatti l'esperto ha aggiunto
che "tuttavia Somo ha usato stime conservative sui parametri principali
e questo conferisce ai risultati dello studio una maggiore validità. In
gergo, si usa definire questa strategia "at least approach". In altre
parole l'impatto descritto è quello "minimo" che si può attribuire all'esposizione derivante dalle centrali a carbone".
Va ricordato, peraltro, che le
stime della mortalità sono riferite agli effetti di soli due
inquinanti: il Pm2.5 (per esposizione cronica) e l'ozono (per
esposizione acuta).
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